Dolce M’Oro

Soffice ed elegante, composto da farina di mais, farina di nocciole e farina miscelata a cioccolato fondente, con al centro un morbido cuore di pasta di mandorla e crema gianduia: questo è il Dolce M’Oro, il nuovo dolce made in Bergamo creato nel 2014 per diventare nuovo simbolo gastronomico della città e della sua provincia. Nato dal lavoro di squadra e dalla collaborazione tra 11 tra le più rinomate pasticcerie bergamasche, questo dolce ripropone gli ingredienti classici della tipicità bergamasca, ma in una veste totalmente innovativa.

Zona di produzione

Il Dolce M’Oro è un dolce nato e creato tra Bergamo e provincia come espressione di forte legame con il  suo territorio.

Dove è possibile acquistarlo Il Dolce M’Oro è acquistabile presso le 11 pasticcerie creatrici del dolce ed è disponibile in formato da mezzo chilo in una comoda scatola di cartone con manico che lo rende facile da trasportare.

Dolce M’Oro

La sua storia

L’idea di realizzare il Dolce M’Oro nasce durante una serie di incontri informali tra i titolari di 11 pasticcerie di Bergamo e provincia (Pasticceria Morlacchi, Ristorante Da Vittorio e Pasticceria Cavour, Pasticceria Manzanilla, Pasticceria Paolo Riva, Pasticceria Cortinovis, Pasticceria Ol – fa, Pasticceria Brembati, Pasticceria Ruffoni di Milesi, Pasticceria Adriano, Gelateria Pasticceria Oasi e Pasticceria Melograno). La volontà è quella di creare un dolce nuovo e innovativo legato al territorio bergamasco, che renda omaggio al tradizionale dolce Polenta e osëi (il dolce inventato nel 1910 da Alessio Amadeo, gestore di una vecchia pasticceria di via Papa Giovanni a Bergamo), rivisitandolo però in una chiave più moderna, in vista di Expo 2015. L’obiettivo è quello di dare vita a un dolce meno corposo e più facile da trasportare, anche in aereo, quindi ideale anche per i tanti turisti stranieri che visitano Bergamo ogni anno.

Il dolce è stato presentato sul mercato l’8 dicembre 2013, a maggio 2014 ha ottenuto il riconoscimento da parte della Provincia.

Caratteristiche

Non è un caso che per la forma da dare al dolce sia stata scelta quella a “lingotto” o mattoncino: ciò vuole richiamare le pietre che formano le Mura Venete di Città Alta. La carta dorata che avvolge il dolce vuole sottolinearne la preziosità ma anche richiamare il giallo degli stemmi araldici della città di Bergamo. Infine, il nome “M’Oro” rimanda al Moro di Venezia, in riferimento alle origini veneziane delle mura.

Il M’Oro, ideale anche per la colazione o la merenda, anche accompagnato da creme, contiene tutti gli ingredienti classici della Polenta e osëi (farina di nocciole, farina di mais, farina bianca, cioccolato fondente, pasta mandorla, pasta gianduia), il tutto accompagnato da una leggera nota di Grappa di Moscato Giallo invecchiata cinque anni. L’abbinamento ideale è quello con un buon bicchiere di Moscato di Scanzo, altro prodotto di eccellenza del territorio bergamasco.